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La pirofregata Vittorio Emanuele (1856-1900) fu la prima nave scuola della Regia Marina italiana. Per quattro decenni, nell'arco di numerose campagne di istruzione, ha formato generazioni di giovani ufficiali al servizio della nuova Italia.
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La nave che fece l'Italia
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Un'unita della Marina sarda che partecipò all'occupazione dell'isola di Lussino, nel Quarnaro, e prese parte attiva all'occupazione di Ancona durante la Seconda guerra d'indipendenza. Fu attiva anche durante l'assedio e il bombardamento di Gaeta (1860-1861) e nel 1866 partecipò alla battaglia di Lissa (Terza guerra d'indipendenza). E' stata la prima nave scuola della nascente Regia Marina italiana, ha solcato i mari per ben 44 anni, gran parte dei quali passati alla vela sull'Oceano Atlantico e sul Mediterraneo, per allenare, istruire, formare le giovani generazioni di ufficiali al servizio della nuova Italia. Il suo nome era quello del primo re: Vittorio Emanuele.
Furono 28 le campagne d'istruzione di questa veterana dei mari, che attese in disponibilità il giorno della sua uscita dai quadri del regio naviglio, avvenuta con regio decreto il 10 giugno 1900 (altra data che in futuro diverrà importante per la Marina). Dal marzo del 1902 la vecchia nave scuola fu ancora adibita al compito di guardiaporto a Taranto, con la caratteristica G.M. 18.
Quando nel 1959 l'Austria fu indotta a rinforzare le guarnigioni del Lombardo-Veneto, il governo di Torino, decretando un primo concentramento di truppe in Alessandria, ordinò al comando generale della Marina di portare a Genova dalla Sardegna e dalla Riviera di ponente i contingenti di truppe che vi erano dislocati. Le unità della Regia Marina sarda disponibili in quel momento erano: la pirofregata (con il termine "pirofregata" si indicava una fregata dotata sia di impianto velico che di motore a vapore) Vittorio Emanuele, gli "avvisi" a ruote (cioè dei " piccoli legni" armati con un solo albero) Governolo, Authion, Monzambano, Malfitano e i trasporti Dora e Tanaro. Queste unità trasportarono a Genova da Nizza, Oneglia, Savona, Cagliari, Porto Torres, tutte le truppe che si trovavano di guarnigione. Venne anche ordinato di bandire una leva di 500 marinai, di richiamarne dal congedo altri 1.250, e di concentrare al Varignano i distaccamenti che il battaglione Real Navi aveva a Cagliari, Savona, Capraia e Maddalena, portando le sue compagnie da 4 a 6, composte di 190 uomini ciascuna. Intanto, al comando generale della Marina perveniva l'ordine di mandare galleggianti armati in guerra sul lago Maggiore, e di armare i 5 piroscafi che la compagnia sarda teneva per i traffici locali. Così, nel pomeriggio del 18 aprile, una barcaccia armata con un obice da 15 e due canotti con obice da 12 ciascuno e relativi armamenti leggeri, mossero su ferrovia verso il lago Maggiore, ponendo la base ad Arona.
Si armarono in "gabarra" per uso trasporti, le pirofregate Vittorio Emanuele, Carlo Alberto e Governolo; le corvette a ruote Malfitano, Monzambano, Authion; i trasporti Dora e Tanaro; e il brigantino a vela Azzardoso. Per coordinare il trasporto delle truppe imperiali francesi nel porto di Genova fu approntato tutto il materiale occorrente per le operazioni di sbarco. Queste unità insieme alle unità francesi, sbarcarono dal 26 aprile al 2 maggio 58.190 uomini. Ritornato a Tolone il Vittorio Emanuele ebbe l'ordine di trasportare a Livorno due compagnie del battaglione Real Navi (300 uomini), e rimanervi a disposizione del commissario straordinario. Il 20 maggio iniziò a Livorno lo sbarco del V° corpo, che si accampò nelle vicinanze di Firenze. Compiute le operazioni di sbarco, Carlo Alberto, Malfitano, e Monzalbano che avevano trasportato le truppe, rientrarono a Genova seguito poi dal Vittorio Emanuele.
L'unità partecipò con la flotta francese all'occupazione di Lussino, nel Quarnaro (2-3 luglio). 400 marinai franco-sardi, 400 soldati di fanteria di Marina francesi e del battaglione Real Navi schierati sulla piazza di Lussin Piccolo presentarono le armi ai tricolori di Francia e di Sardegna alzati su due antenne, mentre le artiglierie del Bretagne e del Vittorio Emanuele eseguivano le salve regolamentari. Con intensa attività furono iniziati i lavori di apprestamento della base navale, si esercitarono al tiro i cannonieri e si sperimentarono con successo i "petardi sottomarini" per far saltare le ostruzioni austriache all'entrata dei porti di Chioggia, di Malamocco e del Lido di Venezia. La mattina dell'8 luglio quando la flotta franco-sarda si apprestava a salpare alla volta di Venezia, giunse la notizia delle cessate ostilità. I preliminari di pace furono firmati il 12 luglio e l'ammiraglio francese Desfossés ricevette l'ordine di rientrare a Tolone. Nel pomeriggio del 14 si trovavano all'ancoraggio del Lido il Bretagne con altri tre vascelli e il Vittorio Emanuele con due corvette a ruote. La mattina successiva le unità lasciavano l'ancoraggio, salutando con una salva la città lagunare, che rimaneva sotto l'insegna dell'aquila bicipite. Alla mattina del 22 come stabilito, con lo stesso cerimoniale i due tricolori furono ammainati ed al loro posto ritornò a sventolare la bandiera imperiale austriaca, salutata dalle salve del Bretagne e del Vittorio Emanuele.
Tra il 1860 e il 1861 la nave partecipò a tutti ai principali eventi bellici legati all'Unità d'Italia. Da segnalare l'intervento del Vittorio Emanuele nella presa del porto di Ancona che portò all'assegnazione della Medaglia d'Oro al Valore Militare e la promozione a contrammiraglio del suo comandante, capitano di vascello conte Giovanni Battista Albini (1812-1876). Nelle operazioni per la presa di Gaeta il Vittorio Emanuele, al comando del capitano di vascello Pompeo Provana del Sabbione (1816-1884), bombardò la riva del Garigliano, mentre si lavorava per gettare un ponte, per facilitare le truppe assedianti del generale Cialdini (novembre 1860). Il 22 gennaio 1861 l'unità, con il Maria Adelaide e il Carlo Alberto, bombardò le opere del fronte a mare della piazza di Gaeta. Avvenuta la resa di Gaeta il 13 febbraio 1861 il Vittorio Emanuele concorse nelle acque di Messina alle operazioni di squadra per la capitolazione di quella città avvenuta il 12 marzo.
Nel 1863 con a bordo i reali principi Amedeo ed Eugenio di Savoia, la nave mosse da Genova diretta a Lisbona per assistere al matrimonio dei reali del Portogallo. Trovandosi in quel porto, ufficiali ed equipaggio si segnalarono per ardimento e slancio nel partecipare allo spegnimento di un grave incendio. In tale circostanza fu conferita dal re del Portogallo la medaglia d'oro al sottotenente di vascello Giovanni Battista Mirabello, che maggiormente si era distinto.
Poi la nave passò in disarmo e vi rimase per circa due anni, per essere poi riarmata in occasione della Terza guerra d'indipendenza (1866), per la campagna in Adriatico. Partecipò alla battaglia di Lissa (20 luglio 1866), non riportando nessun danno ne alle persone ne al materiale. Rimase quindi a Genova dal novembre 1866 per un lungo periodo in disarmo. Il 25 maggio 1871 mosse da Genova a rimorchio del Cambria, per arrivare il 28 a Napoli dove, dopo un periodo di riparazioni e sistemazioni terminate nel giugno 1873, intraprese la sua prima campagna d'istruzione per gli allievi della scuola di Marina.
Il 5 giugno del 1873 il Vittorio Emanuele passò in completo armamento al comando del capitano di vascello Vittorio Arminjon, iniziando quel lungo periodo di campagne d'istruzioni alla vela per gli allievi della Regia Scuola di Marina di Genova e poi di Livorno, per la quale la nave si dimostrò particolarmente idonea, educando, preparando, addestrando generazioni di giovani aspiranti alle dure fatiche del mare. Fornendo alla flotta militare ufficiali allenati, istruiti e preparati alle più complesse responsabilità della vita di bordo e del comando navale, ed esperti marinai nelle categorie "gabbieri e timonieri". Partita da Napoli il 15 giugno per la sua prima campagna d'istruzione, la fregata Vittorio Emanuele dopo 16 giorni di navigazione esclusivamente a vela, approdò il 31 luglio nella rada di Gibilterra. Lasciata la base inglese il 2 agosto, la nave giunse nel porto di Portsmouth il 24 dello stesso mese. Nel suo rapporto di viaggio al ministero, il comandante Arminjon tra l'altro riferiva: "gli allievi della regia scuola sono divisi in due guardie, pari e impari. Essi attendono alla manovra dell'albero di mezzana in tutte le ore non assegnate alla pulizia individuale, alle scuole, ai pasti ed agli esercizi. Dallo zaffarancio della sera a quello del mattino ogni allievo, in termine medio, ha quattro ore e mezza di guardia, sei ore e mezza di riposo nella branda. Essi sono abbastanza svelti ed arditi, per quanto riguarda i giovani della 2° divisione hanno superato la mia aspettativa. I giovani del primo anno cominciano a salire senza esitazione fino sulle crocette di velaccio. Nel prendere i terzaruoli, serrare i velacci e controvelacci con vento fresco ed anche con mare grosso, sia di notte che di giorno, l'albero di mezzana non è mai indietro agli altri. La scuola di attrezzatura e di manovra si fa il mattino prima della colazione. Dopo gli esercizi generali cominciano le scuole nel quadrato, le quali durano da una ora e mezza a tre ore di tempo alternando le materie. Ultimate queste scuole vi è un altro periodo di esercizi pratici dalle 2,30 alle 4 pomeridiane. Gli allievi del 2° corso complementare fanno a bordo il servizio di guardiamarina, alternandosi con gli ufficiali in comando di guardia. Il tempo che loro rimane disponibile per le scuole di pratica, per le osservazioni astronomiche e per i calcoli non è molto; credo perciò che in complesso sarebbe bene sopprimere il corso di macchina nella campagna annuale di istruzione e dare quell'insegnamento in collegio. Tale studio non può farsi a bordo con la dovuta regolarità a motivo del servizio attivissimo imposto agli allievi del corso complementare, quantunque sia lodevolissimo lo zelo dell'ingegniere sig. Masdea. Tutti gli ufficiali di bordo mi hanno secondato con molto zelo e con molta intelligenza. Il giorni stesso del nostro arrivo fui invitato a pranzo dall'ammiraglio Rodney Munfig, comandante in capo del dipartimento, il quale fu assai cortese, dandoci poi agevolezza per visitare l'arsenale ed i bastimenti in allestamento, in commissione e in disarmo. Gli allievi scesero nei giorni 26 e 27 agosto e poterono vedere la scuola cannonieri sull'Excellent, il trasporto di 4.000 tonnellate, l'ariete corazzato Thunderer, alcune officine dell'arsenale. Ci accompagnava un ufficiale macchinista il quale parlava la lingua italiana".
Il 2 settembre la nave con l'ausilio del vapore lasciava con cattivo tempo l'ancoraggio di Portsmouth giungendo il 3 a Plymouth. Partito da questa baia a vela il giorno 6, ancorò per cattivo tempo nella Manica in vista del canale di Dartmouth. Verso le 11 la nave entrò nel fiume Dart, ancorandosi davanti alla città, in vista dei vascelli Britannia e Hindoztan, su cui si trovava la scuola dei cadetti della Marina inglese. Riferiva sempre il comandante Vittorio Arminjon: "i due vascelli erano uniti da un ponte coperto e si passava dall'uno all'altro per recarsi nelle sale di studio e di lavoro. La distribuzione dei locali era molto ben distribuita e non mancava nulla delle comodità che si potrebbero avere in vasti ed ampi fabbricati a terra". Il giorno 8 con il cambiamento dell'alta marea il Vittorio Emanuele salpò, ed appena giunto oltre la barriera esterna spiegò tutte le vele, spense i fuochi della caldaia e fece rotta per Falmouth, dove giunse il l'11 settembre. Il giorno dopo la nave salpò dal porto inglese per il Portogallo, ancorandosi nel fiume Tago alla sera del 20 settembre, davanti alla città di Lisbona. Il Vittorio Emanuele lasciò Lisbona il 26 settembre e giunse a Gibilterra la mattina del 30, trovando in rada la fregata Venezia con l'insegna dell'ammiraglio Di Monale, ed una squadra spagnola di tre fregate ad elica. La campagna terminò nelle acque di Arzachena, dove, terminati gli esercizi militari e gli studi idrografici, la nave fece rotta per Napoli per sbarcarvi gli allievi, passando in disarmo il 10 novembre.
Nel 1874 fu avviata seconda campagna addestrativa. Il 15 giugno il Vittorio Emanuele passò in disponibilità, riarmò a Napoli per una seconda campagna d'istruzione al comando del capitano di vascello Angelo Sarlo. La nave in questa seconda campagna partì da Napoli il 16luglio, arrivò a Genova il 19, in agosto toccò i porti di Corfù (4 agosto), Patrasso (11-14), navigando alle vele lungo la costa di Morca e nel canale di Zante, Kalamata (17-20), Pireo (23-31). In settembre dal Pireo a Sira (6-8), Scalanova (9-13), Hos (13-16), Suda (19-23). In ottobre da Suda a Malta per rifornimento (2-8), Augusta (11-24), per rientrare a Napoli il 26 ottobre. In questa seconda campagna partecipava come allievo il futuro ammiraglio Paolo Thaon di Revel. Ad Augusta gli allievi dell'ultimo corso rilevarono il piano idrografico del porto, si esercitarono in modo prevalente nelle osservazioni, nei calcoli astronomici e nel maneggio delle carte di navigazione. Mentre gli allievi del 1° e 2° anno si esercitarono nella risoluzione dei problemi di navigazione stimata, ma soprattutto nell'uso di bussole e nei rilevamenti.
Nel 1875 la terza campagna d'istruzione. In armamento a La Spezia imbarcò 19 allievi, portandosi a Napoli dove ne salirono a bordo altri 64. In questa campagna la nave toccò i porti di Cagliari (24-26 luglio), in agosto Barcellona (2-9), Cartagena (14-17), Gibilterra (20-25), in settembre Lisbona (2-9), Porto Maonè (25-1 ottobre), Porto Torres (6-9), golfo Aranci (9-25). In quest'ultima località, il giorno 24 un'improvvisa burrasca costrinse la barca a rifugiarsi in una caletta presso l'isola di Figarotto. Nel medesimo tempo il bovo (piccola barca da carico) S. Michele rotta la catena di ormeggio si trovò in pericolo. Cresciuta ancora la forza del vento, la Vittorio Emanuele dovette accendere i fuochi a tre caldaie. Per soccorrere il bovo, la nave mise in mare una barca e non senza difficoltà il luogotenente di vascello Francesco Contese riuscì a riportare a bordo il cavo della piccola imbarcazione, che si salvò. Il Vittorio Emanuele raggiunse Napoli il 26 ottobre, per fine campagna addestrativa.
Nel 1876, nella sua quarta campagna di addestramento la nave attraversò l'Oceano Atlantico per giungere a Filadelfia il 16 agosto, ancorando nel fiume Delaware. Dopo 12 anni una nave della Regia Marina ritornava in quella città americana. Numerosi furono gli impegni istituzionali e di rappresentanza. Il comandante Martinez e quattro allievi tra i più meritevoli, visitarono ad Annapoli l'Accademia Navale degli Stati Uniti, dove ricevettero una stupenda accoglienza. Ripartito dalla città americana il 26 ottobre, dopo quattro giorni di navigazione si ebbero a bordo alcuni casi di febbri tifoidi, curati con dosi massicce di chinino. La sera del 2 ottobre il marinaio Francesco Nicolao cadde accidentalmente in mare e non fu più ritrovato. Il 16 il Vittorio Emanuele giunse davanti al canale di Fayal ed il giorno seguente ancorò nella rada di Horta. Il 29 gettò l'ancora nella rada di Gibilterra, per giungere a Napoli l'8 novembre avendo toccato Cagliari (5-6).
Nel 1877 per la sua quinta campagna d'istruzione il Vittorio Emanuele riarmò a Napoli il 1° luglio al comando del capitano di vascello Carlo Alberto Racchia (1833-1896). Imbarcati 83 allievi a Genova (20), la nave eseguì la navigazione a Hyeres (23-25), Barcellona (27-31), in agosto Porto Mahon (2-3), Cartagena (9-12), Gibilterra (18-21), crociera e scandagli sul banco di Corrige (21-28), Gibilterra (30) per l'acquisto di vestiario e lavatura di oltre 1.500 pezzi di biancheria degli allievi di tutti i corsi. In settembre da Gibilterra ad Algeri (9-12), Malta (20-23), Navarino (29-30), in ottobre Cagliari (7-12), golfo Aranci (14-19), per giungere a Spezia terminando la campagna il 20.
Nel 1878 la sesta campagna addestrativa, sempre al comando del capitano di vascello Racchia, che però a Gibilterra lasciò il comando, rientrando in Italia. Il Vittorio Emanuele appena partito da Spezia (16 luglio), dovette rientrare per sbarcare l'aspirante Leva, caduto dalle sartie di parocchetto sul ponte, e purtroppo deceduto subito dopo il ricovero in ospedale. Queste le tappe successive: Gibilterra (4 agosto), Ferrol (18-25) dove fu sbarcato un marinaio gravemente ammalato, Cherbourg (28). In settembre Postsmouth (11-24), Falmouth (15-21), in ottobre Gibilterra (6-10), Cagliari (16) dove al largo della città sarda prese a bordo dal brigantino Veronica Madre, che faceva segnali di soccorso, un marinaio gravemente ferito, sbarcandolo con le dovute cure all'ospedale della città. La campagna si concluse a Napoli il 23 ottobre.
Nel 1878 per settima campagna d'istruzione, la nave riarmò a Napoli nel mese di gennaio. In questa campagna il comandante capitano di vascello Enrico Accinni ricevette l'ordine dal ministero di portare in Venezuela il cav. Sella, nuovo incaricato d'affari presso quello stato, di predisporgli un adeguato e conveniente alloggio, e di ospitarlo alla sua mensa. La nave lasciò Napoli il 10 febbraio. Giunse quindi a Cagliari (15-21) e Gibilterra (7 marzo); qui la nave dovette fermarsi per urgenti lavori, in due mesi aveva perso cinque ancore. Il 14 marzo genetliaco del re, per gentile pensiero del governatore della piazza di Gibilterra, fu inalberata la bandiera italiana salutata da 21 colpi delle batterie. Il mattino successivo il Vittorio Emanuele lasciò Gibilterra. In aprile la nave approdò a Fort de France (Martinica 19-21), navigando a vela raggiunse la Guayra il 24 sbarcandovi il cav. Sella. Ritornati a Fort de France, il 7 maggio muore il marinaio Vespasiano Fraticelli per pleurisia purulenta con epatite. Gli ufficiali si associano alla divisione navale francese nel concorrere a soccorsi da inviare alle famiglie dei naufraghi della batteria corazzata francese Arrogante, perdutasi nella rada di Gien, isole Yeres, con 5 ufficiali e quasi tutto l'equipaggio. Il 12 maggio la nave lasciò Fort de France per rimpatriare giungendo a Gibilterra (11-12 giugno ) e a Spezia il 18 giugno 1879. Questa campagna fu ricordata per le innumerevoli tempeste ed uragani che la nave dovette affrontare sia in Mediterraneo che nelle acque dell'Oceano Adriatico.
Nello stesso anno 1979 la Vittorio Emanuele riprese il mare per una ulteriore campagna d'istruzione, al comando del capitano di vascello Enrico Accinni, salpando da Spezia per Genova (16 luglio) per imbarcare gli allievi e il materiale, toccando Ischia (20-22), Napoli (22). In agosto Milo (8-9), Pireo (10-14), Syra (15), Smirne (19-22), Chio (22-23), Samos (24-28), Alessandria d'Egitto (31-8 settembre), Malta (26). In ottobre partenza da Malta (1), Barcellona (6-9), Tolone (10-13), Portoferraio (16-19), Gaeta (21-24), Napoli (28). Il 6 Novembre la nave fu disarmata a Napoli.
1880 nona e decima campagna d'istruzione. Il 1 marzo il Vittorio Emanuele in armamento completo quale scuola mozzi parte da Napoli per la campagna d'istruzione nelle acque nazionali al comando del capitano di vascello Enrico Solari. La navigazione toccò i seguenti approdi: in marzo Baia (15-17), Napoli (17-21), Gaeta (23). In aprile Portoferraio (15-21), Livorno (21-8 maggio), Napoli (9). Nel mese di luglio prese il via la campagna per la scuola di Marina, al comando del capitano di vascello Michele Carpi. La nave prima di partire il 15 luglio da Napoli, dovette sbarcare quattro marinai malati di tifo ed a Cagliari il 26, l'aspirante Vittorio Nonis affetto da febbre. Il 4 agosto la nave giunse a Porto Mahon (Baleari), Tangeri (9-12), Gibilterra (13-15), Malta (25-31), in settembre Milo (9-10), Smirne (12-19), Pireo (21-26), Syra (27-30). Il 2 ottobre Agostoli (Cefalonia) dove il 6 interviene per liberare lo yacth a vapore Pandora di proprietà dell'ex ministro della Marina inglese William Henry Smith incagliatosi sulla secca del fanale di San Teodoro, rimorchiandolo in porto. Durante la sosta in questo porto, gli allievi del 2° e 3° anno avevano partecipato agli scandagli e al rilievo idrografico del porto stesso, eseguito dagli allievi del 5° corso. Il Vittorio Emanuele proseguì per Siracusa (19), Napoli (21) dove il 25 aprile la nave fu ispezionata dal viceammiraglio Guglielmo Acton (1825-1896) capo del 2° dipartimento.
Nello stesso anno si svolge l'undicesima campagna. Il 1 novembre la nave passa in armamento ordinario per la campagna di istruzione invernale con a bordo un corso di guardiamarina di nuova nomina ed un corso speciale di marinai per le categorie timonieri e nocchieri. La nave partì da Napoli il 24 novembre 1880, toccando Pozzuoli (25-26) per la rettifica delle bussole, in dicembre Messina (9-12), Corfù (19-17 gennaio 1881), Argostoli (19-28), Pireo (31-18 febbraio); a marzo Smirne (5-21), Golfo di Fouyes (21-24), Syra (27-29); in aprile Suda (6-12), Scio (16-25). In questo luogo disastrato dal terremoto, il Vittorio Emanuele trovò alla fonda due avvisi francesi, dei quali il Bouvet era stato il primo bastimento estero accorso sul luogo; tre avvisi turchi, un avviso greco, uno russo e la corazzata inglese Thunderer, spedita da Malta con 400 tende, materiali e coperte, una corvetta americana ed un avviso prussiano. Il capitano Corsi si recò presso il pascià governatore ponendosi a sua disposizione. Rilevato che tutti i soccorsi erano stati inviati all'isola di Scio, mentre Kata-Panagia epicentro del terremoto era stata totalmente dimenticata, caricati a bordo soccorsi e viveri il Vittorio Emanuele partì il 19 per Kata-Panagia, paese quasi totalmente distrutto. Tutto fu sbarcato, viveri, tende e legname concorrendo al primo soccorso di quella gente. Fra tutti i bastimenti esteri solo il Vittorio Emanuele ricevette attestati di stima e gratitudine. A Kata-Panagia, lavorò giornalmente metà dell'equipaggio, tra gli ufficiali si distinsero il tenente di vascello Alberto de Libero ed il sottotenente di vascello Ernesto Presbitero per l'infaticabile attività, ed il medico di I° classe Guelfo Von Sommer. Il Vittorio Emanuele ritornò a Smirne il 25 aprile, per proseguire per Reggio Calabria (21-22 maggio), giungendo a Napoli il 23.
Il 14 luglio la nave ripartì da Napoli per Cartagena per la dodicesima campagna addestrativa. In agosto Gibilterra (5-8), Lisbona (14-23), Cadice (24-31); in settembre Tangeri (2), Gibilterra (2-6), Malaga (6-11), Barcellona (16-26). Il 26 settembre il Vittorio Emanuele ricevette l'ordine dal ministero di recarsi direttamente a Livorno (non più tardi del 21 ottobre) per essere ispezionato dal contrammiraglio comandante la nuova Regia Accademia navale. Appena giunto a Livorno la nave avrebbe avuto a disposizione tutte le comandate di marinai, operai di ogni genere e macchinisti per lavare e pulire gli ambienti, sistemare i materiali, riparare e macchine. In novembre, attenendosi agli ordini ricevuti, il Vittorio Emanuele rimase a disposizione del contrammiraglio Del Santo, primo comandante della Regia Accademia Navale, la cui inaugurazione ebbe luogo solennemente il 6 novembre 1881, alla presenza di S.A.R. il duca di Genova, allora capitano di vascello. Ultimata l'inaugurazione il Vittorio Emanuele mosse per Napoli passando in disponibilità il 9 novembre, rimanendo ai lavori nella città partenopea dal 22 aprile al 29 settembre 1882.
Nel 1883 prese il via la tredicesima campagna d'istruzione, dopo un anno di riposo per lavori nel regio arsenale di Napoli. Il Vittorio Emanuele passò il 1 aprile in allestimento, e il 9 giugno eseguì le prove di macchina sugli ormeggi. Il 26 giugno al comando del capitano di vascello Fortunato Cassone riarmò, per la campagna annuale ordinaria degli allievi della Regia Accademia navale. Nel mese di luglio si portò a Livorno (7-14), Genova (16-19), Barcellona (23-31); in agosto Cartagena (3-8), Gibilterra (12-18), Cartagena (25-27), Port Mahon (29-4 settembre); Siracusa (8-24), Pozzuoli (26-30), Castellammare (30); in ottobre Gaeta (4-7), Portoferraio (8-10), Livorno (10), da Livorno a Spezia dove il 16 ottobre passò in disponibilità.
1884 quattordicesima campagna d'istruzione. L'11 giugno il Vittorio Emanuele riarmò sempre al comando del capitano di vascello Fortunato Cassone, per la consueta campagna annuale estiva per gli allievi della Regia Accademia. La campagna toccò le seguenti località: Gibilterra (13-16 luglio), Brest (30 luglio-6 agosto), Portsmouth (9-16). In questo porto fu messo a disposizione degli allievi una locomotiva con carrozza, con questo mezzo gli allievi visitarono gli impianti dell'arsenale e le maggiori navi ormeggiate: Dreadnough, Colossum, Collingwood, Heclea, Poliphemus, il trasporto Crocodile, il vascello Marlbourough (scuola allievi macchinisti) e il famoso Victory. La campagna continuò quindi toccando Wilhelmshaven (20-25), Dartmounth (3-10 settembre), Plymounth (10-14), Gibilterra (25-1 ottobre), Golfo Aranci (20-24), Livorno (26) e rientro a Napoli il 6 novembre.
1885 quindicesima campagna d'istruzione. Il 6 luglio in armamento a Napoli quale nave ammiraglia della divisione navale d'istruzione per gli allievi della Regia Accademia, al comando del viceammiraglio Maria Giuseppe Lovera; nave sottordine Vettor Pisani. Comandante del Vittorio Emanuele il capitano di vascello Stanislao Monfort. Il 13 luglio a Livorno la nave inalbera l'insegna del contrammiraglio Lovera comandante la divisione navale d'istruzione, costituitasi lo stesso giorno. In luglio Livorno (16), Gaeta (19), Reggio Calabria (20), Taranto (22-24), Kalamaki (29), Falero (30). In agosto Syra (3-4), Smirne (7-13), Wathi (Samos 14-19), Limassol (22-23), Beirut (24-27). In settembre Port Said (1), Alessandria (3-5), Bomba (9), Ras-al-Chilil (10-11), Bendasi (12-13), Tripoli (16-18). In ottobre Palmas (1-3), Porto Conte (4-6), Arzachena (8-9), Porto Camicia (9-12), Portoferraio (13-15), quindi a Livorno il 15 ottobre per fine campagna. Il 18 ottobre il contrammiraglio Lovera lascia il comando della divisione, ammainando la sua insegna dal Vittorio Emanuele, che salpa da Livorno per Napoli il 21 dello stesso mese.
1886 sedicesima e diciassettesima campagna d'istruzione. Il Vittorio Emanuele compì due consecutive campagne alla vela. La prima da solo per la scuola timonieri e gabbieri; la seconda per gli allievi della Regia Accademia. Al comando del capitano di vascello Stanislao Monfort, la nave passò in armamento il 26 marzo per la prima speciale campagna per timonieri e marinai. Due erano gli scopi di questa campagna:
1) riunire sulla nave il maggior numero possibile di marinai di nuova leva, al fine di curarne l'istruzione marinaresca, nell'intento di trarre da essi buona parte dei graduati delle categorie mariani e timonieri richiesti per i bisogni della flotta.
2) preparare un numeroso equipaggio da servire più tardi all'armamento delle due navi scuola, a bordo delle quali i giovani dell'Accademia navale dovranno compiere la prossima campagna di mare.
Nella prima campagna furono toccati le seguenti località: in aprile Napoli (3), Pozzuoli (3-4), Gaeta (6). In maggio Gibilterra (1), S. Croce di Tenerife (9-15), Cadice (31-3 giugno), rientro a Napoli il 6 giugno. Il 21 giugno la nave passò dall'armamento speciale per la scuola timonieri e marinai, a quello di armamento speciale per la Regia Accademia navale. Il 25 si trasferì da Napoli a Livorno e il giorno 30 imbarcò gli allievi, tra questi si trovava S.A.R. Luigi duca degli Abruzzi. Il giorno 3 luglio la nave inalberò a Spezia l'insegna del viceammiraglio Federico Labrano, comandante la divisione d'istruzione. Da Spezia a Gibilterra (12-15), Tangeri (15-17), Brest (25-31). In agosto Portsmounth (2-10), Lisbona (19-28), Gibilterra (30), Port Mahon (6-9), Cagliari (11-16), Golfo Aranci (18-24), Livorno (29). Nei giorni 30 settembre e 1 ottobre, il Vittorio Emanuele ed il Vettor Pisani furono ispezionati dal viceammiraglio Guglielmo Acton, comandante in capo del 1° dipartimento militare marittimo.
1887 diciottesima campagna d'istruzione. Dal 7 marzo al 27 maggio servizio di nave ammiraglia dipartimentale di Napoli al comando del capitano di fregata Francesco Todisco. Il 16 giugno la nave al comando del capitano di vascello Giuseppe Palombo, passò in armamento completo per far parte quale nave ammiraglia della divisione navale d'istruzione per gli allievi della Regia Accademia navale (Vittorio Emanuele, Vettor Pisani). Partita da Napoli giunse il 27 giugno a Livorno per l'imbarco degli allievi. In luglio Livorno (2), Gibilterra (7-9), Vigo 13-15), Dartmouth (21-22), Plymouth (22-31). In agosto Falmouth (4-9), Vigo (11-17), Malaga (25-28). In settembre Algeri (1-7), Cagliari (11-12), Portoferraio (15-18), Spezia (21-27), Livorno (28). Il 1° ottobre la divisione si sciolse, lo stesso giorno il Vittorio Emanuele lasciò Livorno per Capo Misero (2-3) e Napoli, dove il 6 ottobre passò in disponibilità assumendo lo stesso giorno il servizio di nave ammiraglia dipartimentale, in sostituzione del Chioggia.
1888 diciannovesima campagna d'istruzione. In armamento il 16 giugno al comando del capitano di vascello Carlo Marchese, il 23 giugno la nave lascia Napoli per Livorno dove arriva il 25 per l'imbarco degli allievi. Nel mese di luglio tocca Portoferraio (2-4), Messina (11-14), Catania (14-16), Taranto (21), Mar Piccolo di Taranto (23-28). In agosto Ancona (5-8), Venezia (9-15), Siracusa (22-24), Messina (25-28), Palermo (29-5 settembre), Golfo Aranci (8-12), Maddalena (12-14), Spezia (15-25), Livorno (26). Sbarcati gli allievi il Vittorio Emanuele ritornò a Spezia rimanendo in disponibilità fino al 30. L'8 novembre a Napoli passò in disponibilità, assumendo il servizio di nave ammiraglia dipartimentale.
1889 ventesima campagna d'istruzione. In armamento il 16 marzo al comando del capitano di fregata Carlo Farina, per la campagna d'istruzione di tre mesi per gli allievi dell'ultimo corso della Reale Accademia, arrivando a Livorno il 23 marzo. Il 30 aprile si imbarcano 43 allievi dell'ultimo anno di corso. In maggio Maddalena (4-6), Cagliari (9-15), Taranto (22-27), Augusta (30-31), Siracusa (31-3 giugno), Gaeta (12-13), Spezia (17-22), arrivando a Livorno 23 giugno, dove con lo stesso stato maggiore, inalberò l'insegna del comandante la divisione navale d'istruzione costituita anche dal Caracciolo. La campagna si svolse in Mediterraneo e Atlantico con il seguente itinerario: in luglio Porto Mahon (11-15), Gibilterra (24-27); in agosto Vigo (6-12), Lisbona (14-20), Cadice (25-31); in settembre Tangeri (2-4), Gibilterra (4-7), Cagliari (13-15), Maddalena (16-19), Livorno (20-25), Golfo Aranci (26-30), per arrivare a Livorno il giorno13 ottobre. Il 15 sbarcarono gli allievi e con la stessa data si sciolse la divisione navale, il 17 la nave lasciò Livorno per Napoli dove il 26 passò in riserva di 2° categoria.
1890 ventiduesima campagna d'istruzione. Il 1 giugno il Vittorio Emanuele passò in armamento speciale, il 6 si costituisce la divisione navale allievi composta anche dalle navi Vettor Pisani, Caracciolo e Cavour, arrivando a Livorno il 16. Si imbarcarono 112 allievi sul Vittorio Emanuele nave ammiraglia, di cui 39 della prima classe, 46 della seconda, 13 della quarta, 14 della quinta; 55 sul Pisani, 49 sul Caracciolo e 46 sul Cavour. Durante questa campagna si toccarono i seguenti porti: in luglio Vado (18-22), porto Conte (27-29); in agosto Golfo Palmas (1-2), Cagliari (3-9), Porto Santo Stefano (14-15), Corfù (25 agosto-1 settembre); in settembre Taranto (5-11), Malta (19-26), Siracusa (27-29), Augusta (29-5 ottobre), Palermo (8-14), Golfo Aranci (18-22), Livorno per fine campagna il 23 settembre. Nella sua relazione l'ammiraglio Denti, comandante la divisione, scrisse: "il Vittorio Emanuele e il Vettor Pisani, sono ormai vecchi e deformati con una linea d'immersione che non è la più conveniente, sono lentissimi a vela ed a vapore; stringono male e appena il mare è un pò agitato e il vento contrario non guadagnano nulla al vento. La Caracciolo è in migliori condizioni, ma ha l'inconveniente di non avere batteria, e nei giorni di cattivo tempo gli allievi si trovano molto a disagio, perché dovendosi chiudere gli sportellini e i boccaporti il loro quadrato, come tutto il corridore, resta senz'aria. Il Cavour, se continuasse ad essere destinato per questa campagna, dovrà essere meglio suddiviso per utilizzare molto spazio ora sprecato. Ma anche questa nave ha bisogno di una serie visita allo scafo ed al timone". Il Vittorio Emanuele il 28 ottobre, al comando del capitano di corvetta Ernesto Bruno, fece rotta da Livorno per Napoli, passando il 30 ottobre in riserva di 1° categoria ed assumendo il servizio di nave ammiraglia dipartimentale.
1881 ventitreesima campagna d'istruzione. Il 1 giugno riarma a Napoli per far parte della divisione navale d'istruzione per gli allievi della Regia Accademia navale. Facevano parte della divisione le navi: Vittorio Emanuele, Caracciolo, Vettor Pisani, Cavour. Navigazione ed approdi durante la campagna, partita il 6 luglio da Livorno: Alessandria (29luglio-3 agosto), Navarino (17-19 agosto); in settembre Augusta (9-17), Malta (19-26); in ottobre Palermo (2-6), Portoferraio (13-18), Livorno (19) per fine campagna. Scioltasi la divisione navale d'istruzione, il Vittorio Emanuele lasciò Livorno il 23 ottobre, dirigendosi per Spezia (23) dove il 27 passò nella posizione di disponibilità, entrando il 19 dicembre in bacino.
1892 ventiquattresima campagna d'istruzione. Dal bacino 25 gennaio, alla disponibilità in armamento a Spezia il 16 maggio per la consueta campagna d'istruzione trimestrale degli allievi della Regia Accademia navale. L'11 giugno si costituisce a Livorno, al comando del contrammiraglio Costantino Morin, la divisione navale d'istruzione con le regie navi scuola: Vittorio Emanuele (ammiraglia), Flavio Gioia, Caracciolo, Cavour. Salpati da Livorno il 1 luglio, la navigazione in questa campagna toccò i seguenti approdi: in luglio Gibilterra (15-19), seguirono esercitazioni di vario genere; in settembre Cadice (1-9), Gibilterra (9-15), Cartagena (19-22), Maddalena (30-12 ottobre), Livorno (13). Dopo lo sbarco degli allievi ed ammainata l'insegna del contrammiraglio Morin, il Vittorio Emanuele si trasferì a Spezia, passando in disponibilità il 20 ottobre.
1893 venticinquesima campagna d'istruzione. In bacino a Spezia (11-30 marzo), il 28 arriva a Livorno, entrando il 1° giugno al comando del capitano di vascello Edoardo Parancandolo, a far parte quale nave ammiraglia, della divisione navale d'istruzione, con le navi Flavo Gioia e Amerigo Vespucci. La campagna si svolse principalmente in Atlantico, con le seguenti navigazioni: da Livorno (23 giugno), Gibilterra (30 giugno-5 luglio), in agosto Annapolis (5-7), Baltimora (7-10), New York (12-31); in settembre Tangeri (28-5 ottobre), Gibilterra (5-7), Barcellona (10) Cagliari (16-24), Golfo Aranci (25-26), Spezia (27-30), Livorno (31), dove lo stesso giorno la divisione navale si sciolse. Il Vittorio Emanuele lasciò Livorno per Napoli il 2 novembre, dove giunse il 4, passando in disponibilità il 9 novembre.
1894 ventiseiesima campagna d'istruzione. Dopo un periodo trascorso in bacino a Napoli, la nave riarmò l'11 giugno per la consueta campagna estiva degli allievi della Regia Accademia navale di Livorno, inalberando anche per quell'anno l'insegna del comandante della divisione navale d'istruzione. Al comando del capitano di vascello Edoardo Parancandolo, la nave partì da Napoli il 14 giugno, effettuando al largo il collaudo del nuovo sistema delle artiglierie, ed a Pozzuoli alla rettifica delle bussole, arrivando a Livorno nella mattinata del 20. Componevano la divisione navale le unità: Vittorio Emanuele, Flavio Gioia, Amerigo Vespucci. Partite da Livorno il 2 luglio, le unità sostarono ad Alessandria d'Egitto (25 luglio-4 agosto), Tripoli (11-13), Taranto (20-25), Corfù (28 agosto-1 settembre), Corinto (2-6), il giorno 8 settembre mentre le unità si trovavano nel
| Al comando del capitano di vascello Edoardo Parancandolo, la nave partì da Napoli il 14 giugno, effettuando al largo il collaudo del nuovo sistema delle artiglierie |
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canale di Zante, furono raggiunti dallo yacht a vapore Gaiola con a bordo S.A.R. il principe di Napoli. La Gaiola rasentò la poppa del Vittorio Emanuele proseguendo dopo che S.A.R. aveva salutato gli allievi che si erano schierati sul coronamento di poppa. Apostoli (13-16), Catania (21) per carbonamento, e sostituzione del pennone di gabbia. Augusta (23-29); in ottobre due giorni (2-4) all'ancoraggio presso monte Argentario, Porto Ferraio (4-10), Genova (11-15), poi Spezia dove il 21 ottobre la divisione fu sciolta, il Vittorio Emanuele riprese il mare per recarsi a Taranto, dove prese ancoraggio nel mar Piccolo la mattina del 26 ottobre, passando in disponibilità il 28.
1885 ventisettesima campagna d'istruzione. Dopo un periodo trascorso in bacino (20 marzo-11 aprile, passò in armamento speciale il 1° giugno al comando del capitano di vascello Giovanni Giorello. Il Vittorio Emanuele lasciò Taranto il 5 giugno, arrivò a Napoli il 7 per la sostituzione in arsenale del pennone di parrocchetto rottosi per vetustà la mattina del 6 mentre la nave navigava sotto vela; prosegue per Spezia (15-19) ormeggiandosi nel porto di Livorno il 20. Il giorno seguente si costituì la divisione navale d'istruzione al comando del contrammiraglio Carlo Marchese con il Vittorio Emanuele (ammiraglia) e l'Amerigo Vespucci. Le due navi partirono da Livorno il 1 luglio per Pula (7-8), Cagliari (8-12), Gibilterra (25-28); in agosto Funchal (1-6), Scoglio di San Lorenzo (Azzorre 15-16), Ponta Delgada (16-18), Lisbona (28-4 settembre), Almeria (12), Barcellona (21-28); in ottobre Maddalena (2-8), Golfo Aranci (8-12), Livorno 14. Il giorno dopo si sciolse la divisione e il Vittorio Emanuele il 17 lasciò Livorno per Spezia (17-24), Santo Stefano (25-26), Gaeta (27-29), Taranto (31), entrando in bacino il 10 dicembre.
1896 ventottesima e ultima campagna d'istruzione. Dal 1 giugno in armamento speciale al comando del capitano di vascello Giovanni Giorello. Il 6 la nave mosse da Taranto avendo a bordo di passaggio per Spezia alcuni operai dell'arsenale con 11 bambini, 27 allievi cannonieri e molto materiale. Napoli (8-11), Spezia (13-20), Livorno 20. Il 26 giugno si costituì la divisione navale d'istruzione al comando del contrammiraglio Carlo Marchese, con le navi Vittorio Emanuele (ammiraglia) e Flavio Gioia. La campagna si svolse, parte in Mediterraneo e parte in Atlantico, in luglio da Livorno (1), Palma (10-14), Sibinilla (21-22), Stretto di Gibilterra (22). Gerates (22-23), Tangeri (23-27); in agosto Ponta Delgada (6-13), Horta (16-18), Vigo (30); in settembre Cadice (11-15), Stretto di Gibilterra (16), Porto Mahone (23-26), Golfo aranci (27-28), Cagliari (29-2 ottobre), per giungere a Livorno il 4 ottobre per fine campagna. La divisione navale fu sciolta e il Vittorio Emanuele lasciò Livorno l'8 per Spezia (8-17), poi fece rotta per Maddalena (19-22), e Taranto il 26 ottobre, entrando in bacino il 12 dicembre.
Con questa campagna si chiuse il ciclo delle preziose attività della pirofregata Vittorio Emanuele, veterana del mare che attese in disponibilità il giorno della sua uscita dai quadri del regio naviglio, avvenuta con regio decreto il 10 giugno 1900. Dopo 44 anni di servizio, gran parte dei quali passati a vela sull'Oceano e in tutto il Mediterraneo, per allenare, istruire, formare le giovani generazioni di ufficiali al servizio del mare sulle regie navi della nuova Italia. Dal marzo 1902, la vecchia nave scuola, fu adibita a Taranto all'umile compito di guardiaporto, con la caratteristica G.M. 18.
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BIBLIOGRAFIA
- Cronistoria del naviglio da guerra italiano (naviglio di superficie radiato dal 1900 al 1915), di U. Ceci, volume II - Ufficio Storico della Regia Marina, Roma 1940
- Almanacco storico delle navi militari italiane 1861-1995</i>, di G. Giorgerini e A. Nani - Ufficio Storico della Marina Militare, Roma 1996
- Storia della marina militare del cessato Regno di Sardegna. Dal 1814 sino alla metà del 1861, di A. Nichelini - Botta Editore, Torino1963
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